Biografia di Mario Palma
Mario
Palma nasce a Grumo Nevano (NA) l’11 settembre 1940. Si forma a
Napoli, inizialmente sotto la guida di Francesco Galante e Fulberto Pettinelli.
Nella Accademia di Belle Arti della stessa città ha come maestro Giovanni
Brancaccio. La scuola napoletana e le frequenti prove di pittura en
plein air concorrono a determinare alcuni tratti del suo stile pittorico, prestandogli
una cura puntuale e minuta dei dettagli.
Trasferitosi nei primi anni Sessanta in Ciociaria, dove insegnerà discipline
artistiche fino al 1996, Palma incontra e frequenta assiduamente i pittori
che operano nel territorio e quelli che vi si sono trapiantati da altre regioni
conservando le tracce delle loro geografia culturale di origine.
Il dialogo con questi, una sorta di confronto multiculturale e i continui contatti
con Roma, specialmente con gli artisti e le opere della Nuova Figurazione,
sono tappe decisive del suo percorso: forme e linguaggi della sua pittura aprono
la rappresentazione a uno spazio a una tensione fantastici e surreali.
Palma espone i suoi lavori in mostre personali e collettive allestite in
diverse città italiane; e dal 1971 prende a collaborare frequentemente con la
galleria “Trifalco” di Roma, diretta da Giannina Angioletti. Nel
1972, durante i convegni previsti nel programma “Premio Valbruna” di
Gabicce Mare, conosce Elio Filippo Accrocca, poeta e storico della poesia (insieme
ad altri intellettuali del dopoguerra), che gli rimane legato in un lungo rapporto
amicale e che, negli anni futuri, gli dedicherà una nota di presentazione
in catalogo.
Sempre nel 1972 incontra Michele Prisco, per un cui romanzo pubblicato da
Rizzoli realizzerà l’illustrazione della “prima copertina”.
L’amicizia fraterna con Prisco è tra l’altro l’occasione
di scoprire i fattori di reciprocità di arte e letteratura; e diviene
uno stimolo costante a riflettere sulle forme del racconto in pittura. La carica
evocativa degli oggetti è un ulteriore elemento di senso che viene
suggerito a Palma dallo stretto sodalizio con Prisco e dalla lettura partecipe
della sua opera narrativa.
Con un altro intellettuale di statura europea che le sue radici nella cultura
cosmopolita di Napoli, Palma ha modo di allacciare rapporti di consuetudine
culturale e d’amicizia: è Mario Pomilio, che poi recensirà una
sua cartella di acqueforti edita nel 1980.
Pittore che - secondo l’idea della fecondità e della vitalità della
interazione e del dialogo tra le arti - ritiene di fondamentale rilievo guardare,
oltre che alla produzione artistica, alle esperienze letterarie contemporanee,
Palma entra in contatto nel 1975 con Libero de Libero. De Libero, di cui esplora
la grande collezione d’arte e la ricca biblioteca, è nel corso
di frequenti incontri il testimone diretto, acuto e partecipe di una stagione
culturale vivissima tra Scuola Romana e Novecentismo, Ermetismo e mitografie
metafisiche - che viene così ripercorsa e assimilata e diventa, nell’opera
di Palma della fine degli anni Settanta e dei primi anni Ottanta, uno strumento
attivo di rideterminazione del linguaggio nel tempo maturato alla luce di
apporti stilistici e ideologico-artistici diversi: dalla tradizione napoletana
alla Nuova Figurazione alle avanguardie.
Si approfondisce e si potenzia di luminosità l’inclinazione
surreale della sua pittura, che appare in questo debitrice del surrealismo
mediterraneo di de Libero.
Gli ultimi anni Settanta e gli anni Ottanta sono fitti di significativi scambi
culturali. Carlo Giacomozzi, che gli dedica un articolo su “La Fiera
Letteraria”, è un interlocutore abituale; un altro è Marcello
Venturoli, che mostra molto interesse per le sue opere e le presenta in catalogo.
Nello stesso periodo Renzo Margonari lo invita a una personale nella galleria “L’incontro” di
Ostiglia e destina una tela di Palma al Museo Civico di Finale Emilia di cui è direttore.
Nel 1986 conosce Cesare Vivaldi, critico d’arte sensibilissimo e protagonista
tra i maggiori della poesia a Roma; una personale tenuta nel 1987 presso la
galleria “Trifalco” è accompagnata appunto da uno scritto
di Vivaldi, che mostra particolare apprezzamento per i lavori dell’Artista
e lo invita nello stesso anno a una rassegna sul tema “Il Fantastico”,
organizzata nella città di Viareggio.
Nel 2004 Giorgio Di Genova lo inserisce nella Storia dell’Arte Italiana.
Generazione anni 40, ed. Bora Bologna. Nello stesso anno il Museo Bergellini
di Pieve di Cento (BO) acquisisce due tele dell’artista, nella collezione
permanente del Museo. Altre opere sono esposte in permanenza presso le gallerie
Giorgio Ghelfi di Verona e di Montecatini.
La produzione artistica si svolge come monograficamente per cilci tematici,
legati in modo speciale all’osservazione e allo studio delle forme della
materia e della natura, vista come frontiera e come questione ineludibile della
nostra contemporaneità.
Anche per questo i viaggi, talvolta lungo itinerari avventurosi (ad esempio
quelli ricorrenti nel deserto del Sahara), appartengono come momenti necessari
di impulso e di chiarificazione al farsi della sua pittura.
Il viaggio infatti porta allo scoperto le dinamiche del lontano e del vicino,
dell’appaesamento e dello spaesamento straniante: dinamiche che sono
poste quali dimensioni dialettiche nodali al centro della rappresentazione
di Palma e che, considerate irrinunciabili, innervano segnatamente la sua messinscena
della natura. Per effetto di questa dialettica la sospensione spaesante delle
figure è oggi una marca delle più evidenti della pittura di Palma,
adesso intensamente impegnata anche in una ripresa autoriflessiva e in una
rilettura a distanza di temi e di composizione di periodi precedenti: in questo
ambito si pongono le recenti elaborazioni pittoriche che rivisitano i resti
e i frammenti parietali della città giordana di Petra - marca che
si ravvisa netta nelle sculture, aperte alla luce e al colore, sospese tra
iconico e aniconico, che ultimamente Palma sta sperimentando.
Mario Palma was born in 1940 in Grumo Nevano (Naples). His artistic develpment started in Naples under the direction of Francesco Galante and Fulberto Pettinelli. He then became the pupil of Giovanni Brancaccio at the Academy of Fine Arts of his town. The Neapolitan school and the frequent painting trials "en plein air" characterized his style, in particular for the fine care of the details. From 1960 to 1996 he taught artistic discplines. The frequent contacts with the artists and the artworks of the "New Figuration" built, at that time, the most important stages of his development, thus allowing a more fantastic and surrealistic portrayal. Palma's artistic production is characterized by the observation of forms of materials and nature (which are seen as borders) and by his frequent journeys to adventurous lands (the Sahara). he took part in many personal and collective exhibitions and some of his artworks were bought by museums or permanently exhibited at the Gallery Ghelfi in Verona.